Progetti di solidarietà Nariokotome Anan & Kenia

Nel Sud Sudan il lavoro continua. Non si fermano le attività della Missione Ave

Maria di cui ci eravamo già occupati nel numero 121 di Bioarchitettura.

La regione che fa parte dell’antico regno dello Zande che confina ad ovest con la

Repubblica Centrale Africana, a sud con il Congo e l’Uganda, ad est con l’Etiopia.

Si tratta di una regione particolarmente isolata, dove l’assenza di infrastrutture e

vie di collegamento influisce negativamente sull’ approvvigionamento dei beni di

consumo, per lo più provenienti dall’estero e distribuiti a prezzi molto alti.

La Missione Ave Maria è stata fondata oltre un secolo fa da missionari comboniani

italiani. Più volte distrutta in seguito ad episodi di guerra civile, si trova a 6 km dal

confine con la Repubblica dell’Africa Centrale ed a 40 km dal Congo. La mancanza

di collegamenti rende particolarmente arduo il reperimento di materiali edili per

cui, soprattutto all’inizio, sono state utilizzate solo le risorse disponibili sul posto.

Nonostante il difficile contesto, la persistenza della missione sul territorio ha per

messo la creazione di maestranze locali che forniscono aiuto e supporto per le

diverse attività costruttive. Spesso sono gli stessi fruitori dell’ insediamento a par

tecipare alla realizzazione delle opere, sorte per iniziativa della Missione.

Le tecniche utilizzate fanno sempre riferimento alla tradizione costruttiva locale e

conservano le caratteristiche formali dell’architettura autoctona. Mattoni e terra

cruda sono i principali materiali utilizzati anche per i tre attuali edifici in corso di

realizzazione.

Il primo progetto è la Scuola di Source Yubu. Ha un impianto lineare, ospita quattro

classi, un ufficio per il preside e una stanza per le riunioni dei docenti. Nel villaggio,

che confina con la Repubblica dell’Africa Centrale, è presente un piccolo mercato

ed una postazione di confine. Queste attività lo rendono un punto di riferimento di

una certa importanza per il territorio.

Avelino Bassols

guerra e pace,

la missione continua

 

 

L’Ave Maria costruisce asili, scuole, presidi medici in Sud-Sudan

Bioarchitettura. Abitare la terra _ n.125 del 6/2020

52Sopra, veduta della facciata principale della scuola attualmente in

costruzione a Source Yubu. Nel corpo centrale, che fuoriesce, sono

collocati gli uffici e la sala riunioni. Le quattro classi hanno un accesso

diretto agli spazi esterni e sono protette da una lunga tettoia.

Sotto, localizzazione dell’area.

Nel Sud Sudan il lavoro continua. Non si fermano le attività della Missione Ave

Maria di cui ci eravamo già occupati nel numero 121 di Bioarchitettura.

La regione che fa parte dell’antico regno dello Zande che confina ad ovest con la

Repubblica Centrale Africana, a sud con il Congo e l’Uganda, ad est con l’Etiopia.

Si tratta di una regione particolarmente isolata, dove l’assenza di infrastrutture e

vie di collegamento influisce negativamente sull’ approvvigionamento dei beni di

consumo, per lo più provenienti dall’estero e distribuiti a prezzi molto alti.

La Missione Ave Maria è stata fondata oltre un secolo fa da missionari comboniani

italiani. Più volte distrutta in seguito ad episodi di guerra civile, si trova a 6 km dal

confine con la Repubblica dell’Africa Centrale ed a 40 km dal Congo. La mancanza

di collegamenti rende particolarmente arduo il reperimento di materiali edili per

cui, soprattutto all’inizio, sono state utilizzate solo le risorse disponibili sul posto.

Nonostante il difficile contesto, la persistenza della missione sul territorio ha per

messo la creazione di maestranze locali che forniscono aiuto e supporto per le

diverse attività costruttive. Spesso sono gli stessi fruitori dell’ insediamento a par

tecipare alla realizzazione delle opere, sorte per iniziativa della Missione.

Le tecniche utilizzate fanno sempre riferimento alla tradizione costruttiva locale e

conservano le caratteristiche formali dell’architettura autoctona. Mattoni e terra

cruda sono i principali materiali utilizzati anche per i tre attuali edifici in corso di

realizzazione.

Il primo progetto è la Scuola di Source Yubu. Ha un impianto lineare, ospita quattro

classi, un ufficio per il preside e una stanza per le riunioni dei docenti. Nel villaggio,

che confina con la Repubblica dell’Africa Centrale, è presente un piccolo mercato

ed una postazione di confine. Queste attività lo rendono un punto di riferimento di

una certa importanza per il territorio. Qui confluiscono persone provenienti sia dai

villaggi limitrofi che da quelli più distanti; è quindi un luogo ideale per realizzare un

Nella pagina a fianco, relitto di un mezzo militare abbandonato, sim

bolo della guerra civile che da anni ha insanguinato il Sud Sudan.

La guerra si è protratta fino a febbraio 2020. Le trattative per rag

giungere la pace sono state condotte dal rappresentante della Chiesa

presbiteriana scozzese, affiancato dai vertici della Chiesa anglicana e

della Chiesa cattolica romana. La Missione Ave Maria, fondata da

missionari camboniani italiani, da anni opera nel sud della regione

realizzando asili, scuole, presidi medici.

5354In queste pagine, la scuola di Source Yubu.

In alto, prospetti nord e sud. In basso, pianta del piano terra e sezione

trasversale tipo.

Le immagini mostrano diverse fasi di costruzione con l’utilizzo di mat

toni di cotto e impalcature realizzate con sostegni di legno.

nuovo istituto educativo. La lotta all’analfabetismo è

uno degli obiettivi principali della Missione.

L'analfabetismo infatti rappresenta ancora una trage

dia per oltre 750 milioni di persone, soprattutto nel

Sud del mondo. Si cerca di affrontare questa grave

emergenza educativa dando alle persone alcuni

importanti strumenti per cogliere il valore prezioso

della propria esistenza, della propria dignità ed unici

tà. La scuola è stata finanziata da una fondazione pri

vata di Andorra.

Il secondo intervento è l‘Asilo di Sabamile invece si

trova a circa metà strada tra i centri abitati di Source

Yubu e Tombura, dove ha sede una delle più impor

tanti diocesi della chiesa cattolica del Sud Sudan. La

piccola costruzione dispone di tre aule, una stanza

per i docenti, una cucina e una dispensa. Tutti gli

ambienti sono organizzati attorno ad uno spazio

comunitario centrale. Le aule hanno angoli smussati

per creare un ambiente giocoso con piccole nicchie. E’

una concezione dello spazio a misura di bambino che

sostituisce le convenzionali aule rettangolari. La lava

gna viene posta al centro dello spazio e i piccoli stu

denti si siedono formando un cerchio tutto attorno.

L’asilo è stato finanziato dalla Fondazione

Nymphenburg di Monaco.

5556In queste pagine, l’asilo di Sabamile a metà strada tra i centri abitati

di Source Yubu e Tombura.In alto, prospetti nord e est.

In basso, pianta del piano terra e, a fianco, le sezioni del complesso

lungo la corte centrale. Attorno alla corte sono disposte le aule e gli

uffici. Le immagini mostrano le diverse fasi di costruzione.

Il terzo edificio attualmente in costruzione è il Pronto

soccorso di Ngboko dove ha sede la Missione Ave

Maria. Qui si sta realizzando un piccolo Centro per la

salute ossia un luogo dove le persone possano essere

visitate e ricevere assistenza sanitaria.

In origine la costruzione era stata pensata come un

“dispensary” tradizionale, un luogo cioè per la distri

buzione di medicinali. Essendo questo l’unico presidio

medico della zona e visto che sono molte le persone

bisognose di cure, l’obiettivo si è ampliato. Il Centro

per la salute, attualmente in costruzione, disporrà di

due sale per le visite mediche, un centro analisi e una

farmacia. A questi spazi si aggiungeranno tre stanze

per il pernottamento di cui una per le donne, una per

uomini e una terza per pazienti singoli. Qui potranno

essere assistiti i malati che vengono da lontano e

devono ricevere cure per più giorni. In futuro, se le

risorse lo permetteranno, il Centro potrebbe essere

ulteriormente ampliato e diventare l’ospedale della

Missione. Dal punto di vista architettonico l’edificio è

5758In queste pagine, il pronto soccorso di Ngboko. L’impianto planimetri

co a “U” presenta anch’esso uno spazio centrale con un corridoio che

distribuisce ai diversi ambienti. In alto, i prospetti sud e nord.

In basso, la pianta del piano terra e le sezioni.

concepito per essere un luogo il più possibile acco

gliente. La facciata presenta una sequenza di arcate e

un’ampia tettoia antistante la sala d’attesa, utile per

proteggere i visitatori anche durante i lunghi periodi

di pioggia. Il piccolo ospedale viene finanziato dal

Sudan Relief Fund (USA) e dalla Provincia Autonoma

di Bolzano tramite l’Associazione Bioarchitettura.

Nonostante siano completamente diversi dal punto di

vista funzionale, i tre edifici hanno un denominatore

comune: sono costruiti con materiali edili locali come

la terra cruda, il mattone, la paglia, le canne, il legno.

Sono materiali più sani e meno costosi del cemento,

che viene trasportato da lontano e che viene spesso

usato nei villaggi limitrofi. Essendo di scarsa qualità,

capita che questo si deteriori facilmente e che già

dopo due o tre anni gli edifici presentino crepe nei

muri. Con questo modo di operare ecosostenibile,

nella Missione Ave Maria si crea ogni volta un piccolo

progetto pilota volto a rendere gli abitanti più consa

pevoli delle loro risorse ed indipendenti da fonti di

approvvigionamento esterne.

 

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